di Dario Fo
Teatro dell’Elfo
regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
scene e costumi di Carlo Sala, luci di Nando Frigerio, suono di Jean-Christophe Potvin, una produzione TEaTrIDITHaLIa
con:
Ferdinando Bruni – il matto
Luca Toracca – il questore
Giovanni Palladino – commissario Bertozzo
Paolo Pierobon – commissario Sportivo
Margherita Di Rauso – la giornalista
Vittorio Attene – l’agente
Morte accidentale di un anarchico nella versione di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani torna di nuovo sul palcoscenico del Teatro Leonardo: ritroveremo nella parte protagonista Ferdinando Bruni e, insieme a lui, tre degli attori che hanno costruito il successo dello spettacolo in questi anni, Luca Toracca, Paolo Pierobon e Giovanni Palladino; entrano invece per la prima volta nel cast sia Margherita Di Rauso che Vittorio Attene. In questa commedia esilarante Dario Fo ha dispiegato la sua ironia più acuta e surreale per reclamare piena verità sulla strage di piazza Fontana e sulla morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, che, accusato con Pietro Valpreda di aver messo la bomba nella Banca dell’Agricoltura il 12 dicembre del 1969, alcuni giorni dopo volò da una finestra della Questura di Milano durante un interrogatorio. I tribunali, impegnati per trentasei anni ad indagare un puzzle fatto di depistaggi, agenti infiltrati, servizi deviati ed eversione nera, hanno fatto luce su molti dei misteri che segnarono quei giorni, ma non sono potuti approdare a una verità definitiva e certa. Al teatro spetta dunque il compito, oggi come allora, di seminare dubbi e porre domande. Aspettatevi ritmo e diavolerie. Immaginatevi un carillon funambolico con guizzi lazzi e trovate, foolerie e verità: atroci, tragiche verità. Alla fine, con il divertimento in tasca, con lo spasso smargiasso negli occhi, vi troverete lucidata anche la memoria.
Gianluca Favetto, Diario
La chiave farsesca è tutta al servizio della verità e dello sdegno. Nell’antro kafkiano della questura (con finestra, pour cause) Bruni è con abilità e passione una maschera grottesca alla Charlot.
Ugo Ronfani, Il Giorno
I due registi governano questa farsa feroce con ritmo sostenuto, e ne fanno apprezzare la maestria con la quale è stata scritta, i meccanismi della Commedia dell’Arte che Fo usa con straordinaria abilità e l’aria gogoliana che si respira. Pagliacceschi, animaleschi e ridicoli i bravi Luca Toracca, Gianni Palladino, Paolo Pierobon ben seguono il disegno registico in un ottimo spettacolo che ha nelle parole di Licia Pinelli che chiede verità, un prologo struggente. Magda Poli, Corriere delle Sera Coadiuvati dalla bella scenografia di Carlo Sala, un allucinato paesaggio di fascicoli e incartamenti, polveroso e un po’ sbilenco, i due registi portano in luce le sottili nervature gogoliane della vicenda… È però il livello dell’intero complesso a rivelarsi insolitamente alto e omogeneo.
Renato Palazzi, Il Sole 24 Ore